Il gioco d'azzardo

Il gioco d'azzardo patologico è una malattia molto grave. Può essere è potenzialmente mortale! 

I tentativi di suicidio nei giocatori d'azzardo patologici sono fino a 4 volte superiori rispetto alla media dell'intera popolazione. A ciò bisogna aggiungere i danni creati dalla frequente associazione con altre dipendenze (codipendenze), soprattutto da alcol e da altre sostanze stupefacenti.

Si aggiungono frequentemente disturbi legati allo stress: dolori allo stomaco, ulcere, coliti, insonnia, ipertensione, malattie cardiache, emicranie ecc.

Le conseguenze più evidenti, inoltre, sono naturalmente quelle più strettamente legate alle perdite finanziarie e dei propri beni; le ripercussioni sull'ambiente di lavoro, le separazioni e i divorzi e le conseguenze sui figli sono spesso devastanti.

I sintomi del Gioco d'Azzardo Patologico

Essendo il gioco d'azzardo patologico una malattia, possiamo desumere che, come tutte le malattie, anche questa si esprime con una sintomatologia. In ogni malattia ci sono 3 categorie di sintomi, psichici, fisici e sociali.

SINTOMI PSICHICI

ossessione del gioco

senso di onnipotenza, presunzione

nervosismo, irritabilità, ansia

alterazioni del tono dell'umore

persecutorietà

senso di colpa, alterazioni dell’autostima

tendenza alla superstizione

aumento dell'impulsività

distorsione della realtà (minimizzazione, enfatizzazione)

SINTOMI FISICI

disturbi dell'alimentazione

cefalea

conseguenze fisiche dovute all’utilizzo di sostanze stupefacenti o alcol

insonnia

sintomi fisici dell'ansia (tremori, sudorazione, palpitazioni ecc.)

SINTOMI SOCIALI

danni economici, morali, sociali, familiari, lavorativi

difficile gestione del denaro (spese impulsive)

isolamento sociale.

LA SINDROME DA ASTINENZA

Come tutte le dipendenze, anche il gioco d'azzardo patologico presenta dei sintomi d'astinenza, spesso molto intensi e caratterizzati da:

inquietudine, nervosismo, tremori, nausea, vomito, insonnia

La terapia

Il trattamento prevede l’impiego di una moderna attrezzatura neurofisiologica denominata rTMS (repetitive Transcranial Magnetic Stimulation). Questa tecnica, impiegata da circa 20 anni nel trattamento della depressione resistente ai farmaci, consente di stimolare in maniera non invasiva le aree corticali la cui funzionalità è stata compromessa dalla dipendenza verso il gioco d'azzardo, ripristinandone il corretto funzionamento.

Il trattamento prevede una fase iniziale della durata di una settimana, in cui il paziente sarà ricoverato presso una struttura convenzionata. In questo lasso di tempo sarà sottoposto ad uno screening diagnostico completo, verrà monitorato al fine di ridurre al minimo gli effetti dell’astinenza e garantire il ripristino del ritmo sonno-veglia e completerà un ciclo intensivo di stimolazione tramite rTMS.

Nelle settimane successive il paziente sarà seguito attraverso monitoraggi ambulatoriali settimanali o bisettimanali, a seconda delle esigenze specifiche e della risposta del paziente al trattamento.