Le nuove frontiere della cura

Nel 2013 un’equipe di scienziati statunitensi guidati dal prof. Bonci è riuscita ad intervenire sulle aree corticali dei ratti che presentavano alterazioni funzionali indotte dalla cocaina, ripristinandone la funzionalità compromessa. La tecnica che ha permesso quest’operazione, è una metodica avveniristica denominata optogenetica. I ratti trattati con questo metodo hanno ridotto drasticamente la ricerca compulsiva di cocaina.

Queste scoperte sono state pubblicate sulla rivista scientifica Nature e la loro divulgazione ha suscitato grande attenzione da parte della stampa e della comunità scientifica internazionale.

Tale trattamento però non è utilizzabile nell’essere umano, perchè altamente invasivo. Partendo da questo studio un gruppo di ricercatori italiani guidati dal prof. Gallimberti e dal dott. Terraneo ha messo a punto un’innovativa modalità di trattamento della dipendenza da cocaina che si basa sullo stesso principio generale dell’optogenetica e che opera attraverso la stimolazione non invasiva delle aree corticali colpite dall’uso prolungato della sostanza.

Negli ultimi anni la ricerca si è allargata ad un'altra dipendenza, quella legata al gioco d'azzardo. I risultati sono altrettanto incoraggianti.